ci interessa cambiare il paese ?!

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In tempi di crisi (di lunga crisi) è più facile accorgersi di chi invece spreca, soprattutto quando ad essere sprecati sono soldi non guadagnati. Il costo di Montecitorio è sceso sotto il miliardo di euro per la prima volta in 10 anni. Siamo proprio un popolo fortunato.
Uno sguardo alla situazione
Ecco allora che l’attenzione che da tempo si ha nei confronti dei costi della politica permette, se non altro, di riuscire a rendere pubbliche alcune situazioni al limite del paradossale non solo per la Camera e il Senato, quanto per l’intero edificio del Potere Politico, edificio che, ormai, si è sedimentato su più strati, ognuno dei quali ben asserragliato a proteggere i propri privilegi.
Mentre il premier Renzi parla di tagliare le tasse dato il peso ormai insostenibile da anni della pressione fiscale, gli sfugge una spending review molto meno difficile da far quadrare, quella sulle spese superflue dei politici. Infatti mentre il taglio su Imu-Tasi et similia sarà costretto a trovare delle coperture (sempre che si facciano realmente…) per i tagli su alcune voci del parlamento non ci dovrebbero essere problemi.
Casalinghe (di Voghera?) al potere
Ovviamente il problema delle pensioni d’oro e dei vitalizi dei politici non si presenta come il più semplice da risolvere se non altro per l’ardua battaglia che si presenta già dall’inizio e che è stata persa dato l’aumento del 5% dal 2014 al 2015 che risulta esserci da questa voce, voce piuttosto pesante che sfiora i 400 milioni di euro.
A volte verrebbe da pensare che, proprio perchè in periodo di crisi, visto che il mondo della Politica per antonomasia non è in grado di regolarsi sulle spese (e soprattutto sui privilegi) sarebbe opportuno non tanto una Commissione di tecnici, quanto di casalinghe. Particolarmente epserte nell’arte del risparmio e del riciclo, con ogni probabilità risolverebbero problemi relativamente più insidiosi e sarebbero sicuramente più brave ad azzerare i 16mila euro al giorno che Montecitorio spende per le pulizie.
Spese pazze
Tra queste ci sarebbero anche i viaggi pagati agli ex onorevoli: 900 mila euro l’anno offerti dallo Stato per “gentile” concessione. Esistono voci, però, più leggere e che proprio per questo passano inosservate come ad esempio i 15 milioni di euro per la gestione informatica di Montecitorio (e per fortuna che abolire il cartaceo avrebbe portato al risparmio…) o gli oltre 5 milioni per la “pubblicazione di atti parlamentari” o i 150 mila euro per i servizi di guardaroba. Oltre i 300mila euro l’anno per la formazione dei deputati concorsi di lingua straniera e informatica. Ottimi i risultati su entrambi i fronti…
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Molta gente vive il disagio dei nostri giorni ma nessuno si alza, esce in piazza e dice: così non va!! Ma come possiamo fare per cambiare le cose che a ben vedere non cambiano se non in peggio?
Organizziamoci in comitati che si riuniscano una sera ogni settimana davanti al proprio comune e parliamo di come migliorare il nostro paese, DI ANALIZZARE FORME PER AGGREGARE IL MALESSERE SOCIALE. Lo dobbiamo fare!
La falsa tranquillità di chi ha ancora un lavoro sta vacillando, l’amarezza e lo sconforto nell’impotenza, verso questo muro di gomma, questo non cambiare, diventerà un problema di tutti.
In una famiglia il capo non può vivere da nababbo e far patire la fame ai figli!
Non va! E’ l’anticamera della rivolta.
Avvocati, notai, banche, il vero POTERE stanno portando avanti una strategia che ci vedrà ringraziare, dopo una vita di lavoro, il fatto che ci lascino ancora tentare di vivere!
Secondo me siamo nell’anticamerea di quell’esempio che ha travolto la Grecia e messo a tappeto quella gente.
Quale domani per noi e i nostri figli? 2) taglio immediato dei compensi ai partiti
3) spazio alle idee di persone che possano migliorare l’occupazione e il domani
3) LE VOSTRE IDEE COSTRUTTIVE, DI BRONTO e di LAMENTI (brontolamenti) NE ABBIAMO SENTITI TROPPI.
iL RESTO LO POSSIAMO SCRIVERE ASSIEME.PURCHè SI VOGLIA!
Marino Dalle Fratte
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